Ettore Fieramosca Massimo D’Azeglio – Sonzogno

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Ettore Fieramosca Massimo D’Azeglio – Sonzogno – 1962 – Completo – 290 pagine – Copertina morbida – Buone condizioni

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Ettore Fieramosca Massimo D’Azeglio – Sonzogno

Pubblicato nel 1833 e ambientato nella Barletta cinquecentesca, l’Ettore Fieramosca narra dell’affronto di un soldato francese all’indirizzo dei cavalieri italiani, vendicato da questi ultimi con intrepido slancio. Insieme alle contese militari, spiccano nel romanzo l’infelice amore fra Ettore e Ginevra e le tormentate passioni di Elvira e Fanfulla da Lodi. È un mondo romantico in cui Fieramosca emerge come emblema di virtù cavalieresca ed eroe dell’identità nazionale ante litteram.

Biografia:

Massimo Taparelli d’Azeglio nacque a Torino in via del teatro d’Angennes, l’attuale via Principe Amedeo, dalla nobile famiglia Taparelli di Lagnasco, nell’attuale provincia di Cuneo (la famiglia era imparentata coi Balbo, tra cui si ricordano Prospero e Cesare), già discendente dei più antichi marchesi di Ponzone, feudatari del vercellese e viveronese. Figlio del marchese Cesare Taparelli (1763-1830), noto esponente della Restaurazione sabauda e del cattolicesimo subalpino, e di Cristina Morozzo di Bianzè (1770-1838), fu tenuto a battesimo da Monsignor Giuseppe Morozzo, che sarebbe poi diventato cardinale.[2] I genitori vissero dapprima nel Castello di Azeglio (da cui il nome del marchesato) vicino al Lago di Viverone, ma tutti i loro figli nacquero a Torino.Dei suoi fratelli più noti alla storia si ricordano Luigi, che sarà consacrato gesuita e cofondatore de La Civiltà Cattolica, e Roberto, che diventerà politico liberale come Massimo, promotore della campagna di emancipazione delle minoranze religiose del Piemonte (Ebrei e Valdesi).Gli altri cinque fratelli di Massimo morirono prematuramente: Giuseppe Luigi appena nato nel 1796, Melania appena dodicenne di etisia nel 1807, Metilde ventiduenne nel 1813 ed Enrico nel 1824 (un fratello nacque morto).Per via dell’occupazione napoleonica, Massimo bambino (con la famiglia) fu costretto a vivere per qualche anno a Firenze, dove la domenica mattina si recava in casa della contessa d’Albany per recitarle i versi che lei gli faceva imparare durante la settimana e dove conobbe Vittorio Alfieri, amante della contessa e caro amico del padre.D’Azeglio stesso racconta un episodio curioso: quando aveva quattro anni Alfieri lo condusse nello studio del pittore François-Xavier Fabre, che usò il piccolo come modello per il Gesù Bambino della Sacra Famiglia cui stava lavorando in quel momento. L’opera andò poi ad ornare una chiesa di Montpellier.[3]A Firenze ricevette un’educazione severa: in casa i genitori gli imposero un forte senso del dovere e studiò presso le Scuole Pie di Via Larga

 

 

Ettore Fieramosca Massimo D’Azeglio – Sonzogno ultima modifica: 2014-11-08T09:56:38+01:00 da Emi Proprietario

Informazioni aggiuntive

Peso 0.275 kg
Dimensioni 11.50 × 17.50 cm

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