Il trono di legno Carlo Sgorlon – Mondadori

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Il trono di legno Carlo Sgorlon – Mondadori – 6a Edizione – 1973 – Completo – 270 Pagine – Copertina Rigida – Buone Condizioni

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Descrizione

Prefazione:

Il trono di legno Carlo Sgorlon – Mondadori

Un ragazzo scopre che la donna che lo alleva non è sua madre. Dalla gente del paese viene a sapere che suo nonno era un misterioso “Danese” e suo padre un vagabondo sceso anche lui dal Nord, venticinque anni dopo, e presto ripartito con sua madre. La sua vita diventa così una ricerca delle origini e i suoi sogni di ragazzo cresciuto in solitudine, fatti di viaggi per mare su baleniere, alimentano la sua ansia di evasione: dopo la scomparsa di Flora, che gli ha dato un amore breve e intenso, decide di lasciare il paese per avventurarsi al Nord; ma una serie enigmatica di eventi lo trattiene primadel confine, in un paese di montagna, accolto dalla silenziosa sorella di Flora, che diviene la sua amante, e dalla sua famiglia, in cui, sul trono di legno, Pietro, il patriarca, rievoca affascinanti avventure di mari e continenti. Il ritmo di quella esistenza fuori del tempo è però turbato dal ritorno improvviso di Flora, la ragazza irrequieta e vagabonda cui il giovane non sa resistere. Fuggiti insieme, passano anni dissipati e assurdi, finchè il giovane capisce che staccarsi da lei e tornare al paese significa ritrovare la propria dimensione, che è quella del passato, di un esistenza arcaica e contadina: e solo allora scopre la vocazione del narrare, che è un viaggio a ritroso nel tempo per cogliere non quello che passa, ma quello che ritorna sempre identico sotto diversi cieli e in altre epoche. Ambientata in un Friuli dei primi del secolo, la vicenda sembra svolgesri su due piani: quello realistico, avvincente come in un racconto picaresco, e quello mitico, in cui le coincidenze appaiono magiche e la storia, dapprima misteriosa e poi indecifrabile, svela a poco a poco tutti i suoi significati. Questi due piani tuttavia si fondono in una narrazione singolarissima, che recupera il senso fantastico del romanzo entro una cornice familiare e quotidiana: ne risulta una sorta di parabola, di fiaba moderna, che illustra le contraddizioni del presente con immagini da libro di viaggio ottocentesco e le commenta con candore di fantasia e con un linguaggio commosso e suggestivo.

Biografia:
Carlo Sgorlon nato il 26 luglio 1930 a Cassacco. Un paese a tredici chilometri da Udine capitale del Friuli. Morto a Udine il 25 dicembre 2009. I suoi genitori, Livia maestra elementare, e Antonio sarto, abitavano già in città. Ma l’abitudine di allora di partorire in casa spingeva la madre, ogni volta che l’evento del parto si avvicinava, in casa della nonna Eva, levatrice provetta e matriarca della zona. Carlo, secondo di cinque figli, visse tuttavia per lunghi periodi in campagna, con i nonni, in assoluta libertà, a contatto con i ragazzi dei contadini e la cultura rurale, intessuta di favole, miti e superstizioni. Di carattere tranquillo, ma anche un po’ anarcoide, Carlo non frequentò quasi per nulla le scuole elementari. Imparava qualche nozione elementare da sé, o con l’aiuto delle donne di servizio della nonna ostetrica. Alla fine di ogni anno scolastico veniva condotto in città per sostenere gli esami di idoneità alla classe successiva. Poi tornava a tuffarsi nei giochi e nella cultura elementare dei contadini. Gli anni in cui un bambino realizza le sue conoscenze fondamentali del mondo, ricavandone impressioni e sottofondi inconsci che poi durano per sempre, Sgorlon li visse quasi per intiero nel Friuli contadino. In Udine frequentò le prime classi della scuola media, avendo come insegnante di lettere una straordinaria professoressa, Maria Ragni, che svegliò in lui il senso addormentato della poesia e dell’arte. Poi vinse un concorso per frequentare le scuole in un collegio cittadino, non certo per necessità di studio, ma soltanto per alleggerire il carico della sua numerosa famiglia. Suo destino diventò quello di vivere lontano dai genitori e dai fratelli. La famiglia tuttavia era sempre la meta delle sue nostalgie. Questo fatto accentuò il suo carattere fortemente sentimentale, affettuoso, solitario, tranquillo e introverso. A diciotto anni vinse il concorso per entrare nella Scuola Normale Superiore di Pisa, tra gli studenti di lettere. Quando pensava all’avvenire esso si legava sempre al sogno di fare il narratore. Si laureò con una tesi più tardi pubblicata, su Franz Kafka, scrittore con il quale sentiva di avere qualche affinità, almeno nel territorio della ricerca religiosa.

Il trono di legno Carlo Sgorlon – Mondadori ultima modifica: 2014-11-12T16:54:54+02:00 da Emi Proprietario

Informazioni aggiuntive

Peso 0.525 kg
Dimensioni 13.50 × 20.50 cm

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